# 65 - Il campanile sommerso - Intermediate

Benvenuto su Italiando Storie, il podcast di storytelling in lingua italiana per arricchire il tuo italiano e la tua mente.   

Sono Silvia e sono qui per raccontarvi delle storie attraverso le quali far crescere il vostro italiano. Qui si parla di tutto: di racconti, di storie personali, di cultura, di attualità e molto altro. Trovate la trascrizione di questo episodio e degli esercizi per mettere alla prova il vostro italiano al sito www.italiandolearnitalianwithsilvia.com. 

Oggi vi racconto la storia di un luogo. Un luogo davvero suggestivo. Un luogo iconico. Un luogo che non puoi dimenticare se lo visiti. Un luogo che forse avete visto nella serie netflix Curon (o Curon?! Non so bene dove cade l’accento). Oggi vi racconto la storia del campanile del lago di Resia. Ci siete mai stati?

Questo particolare campanile si trova nel Nord Italia, in una regione che si chiama Trentino Alto Adige. E cos’ha di così speciale questo campanile? Questo campanile emerge, esce da un lago. Non è vicino o accanto a un lago, è proprio dentro al lago. Questo lago, il lago di Resia appunto, è molto molto vicino al confine con l’Austria.

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Il campanile del Lago di Resia

È una zona davvero incantevole. Se sei un appassionato di montagna come me devi assolutamente andarci. Il paesaggio però non è l’unica cosa incredibile di questa zona, anche la cultura e la storia di queste valli sono molto interessanti. Non ho abbastanza tempo e spazio per raccontarvi tutto ma vi dico solo che ll’Alto Adige è un luogo dove si parlano tre lingue: italiano, tedesco e ladino.

Basta così con l’introduzione, è arrivato il momento della storia di oggi.

Prima di raccontarvi la storia di oggi però, vediamo assieme alcune delle parole chiave dell’episodio di oggi. Se volete ascoltare direttamente la storia andate avanti di qualche minuto. 

La prima parola è DIGA (sostantivo, s.f.). È una specie di muro gigantesco che serve a fermare l’acqua di un fiume o di un lago per creare energia. Una diga è una costruzione, una barriera che serve a bloccare lo scorrere di una grande quantità di acqua. La diga di Hoover in Nevada, negli Stati Uniti è molto conosciuta, quasi da diventare un’attrazione turistica. Una diga purtroppo tristemente nota (famosa) in Italia è la diga del Vajont.

La diga del Vajont

La seconda parola è RIMBORSO (sostantivo, s.m.). Immagina di comprare un telefono nuovo: lo hai pagato, apri la confezione ma il telefono ha il vetro rotto e non si accende. Contatti il venditore del telefono e chiedi un nuovo telefono o i soldi che hai pagato. Il rimborso è la quantità di soldi che viene restituita, data indietro a chi ha speso dei soldi per un prodotto o un servizio, ma non ha ricevuto il prodotto corretto o non ha potuto usare quel servizio.

La terza parola è ESPLOSIONE (sostantivo, s.f.). Boom! Un’esplosione è uno scoppio violento e distruttivo. Di solito un’esplosione fa tanto rumore e lascia dietro di sé fumo e fiamme ma non sempre. Se penso alla parola esplosione, penso subito alla scena del film ‘Oppenheimer’ nella quale esplode la famosa bomba nucleare.

La quarta e ultima parola è CARTELLO (sostantivo, s.m.). È un grande pezzo di legno, metallo o di un altro materiale con una scritta o un disegno chiaro e ben visibile che serve a dare informazioni o avvertimenti. Un cartello sulla strada può indicare alle macchine la velocità da seguire, da rispettare, un cartello su un prato può indicare il divieto di camminare sopra l’erba. Ricordo gli strani cartelli stradali in Australia: come ad esempio il cartello che avvisa della possibile presenza di canguri e koala sulla strada.

Bene, queste erano le parole chiave. Se volete ascoltare direttamente la storia andate avanti di qualche minuto.

Ora, mettetevi comodi e preparatevi ad ascoltare la storia di oggi.  

  

il campanile sommerso

Riccardo è in sella alla sua bici, sente il vento tra i capelli e il sole caldo sulla pelle. Che pace! Alza lo sguardo dalla strada e ammira il paesaggio intorno a lui. Vive da sempre lì, in quella valle, ma non si è ancora abituato a tutta quella bellezza: al verde dei boschi, al silenzio interrotto solo dalle mucche che pascolano, alle vette imponenti delle montagne.

Sente una voce che lo chiama “Papà aspettami!”

La voce è quella di Sofia, sua figlia di nove anni. Hanno deciso insieme di trascorrere la mattinata all’aria aperta fuori e fare un bel giro in bicicletta.

Riccardo ferma la bici e aspetta Sofia. “Brava, guarda quanta strada hai fatto. Siamo arrivati al lago”.

La loro meta infatti è il lago di Resia. Il programma della giornata è fare tutto il giro della pista ciclabile intorno al lago.

Si siedono su una panchina davanti al lago per fare una pausa.

-“Papà, ma che ci fa quella torre in mezzo al lago?”

-“Vedi amore, quella torre è un campanile di una chiesa..”

-“Ah sì! Ma che ci fa lì?”

-“È una lunga storia..”

-“Dai racconta papi”

-“Eh va bene..”

E così comincia il racconto.

"Tanto tempo fa, dove ora vedi questo lago c’era un piccolo paesino che si chiamava Curon. In questo paesino viveva una bambina. Una bambina di nove anni, proprio come te. Viveva con la mamma, il papà in questa casetta a dieci metri dal campanile, questo stesso campanile che ora vedi spuntare dal lago. Ogni domenica andava in chiesa, proprio come te, a messa. E proprio come te chiedeva alla mamma di comprargli qualcosa di dolce dopo

La sua era una vita semplice ma felice. La classica vita di un abitante di un piccolo paese di montagna. Passava le sue giornate fuori all’aperto e giocava con gli altri bambini del paese, dove tutti conoscevano tutti.”

“Come da noi papi!” interrompe Sofia.

“Esatto, proprio come da noi. Un giorno però la vita di questa bambina cambiò completamente. Nella Valle si cominciò a parlare di una diga

“La diga vicino a casa nostra?” chiede Sofia.

Proprio quella! Era il 1950 e lo Stato italiano fece costruire la diga per sfruttare l’energia dei laghi della valle. L’idea era quella di unire due laghi in uno.”

“Ahh quindi una volta c’erano due laghi?” chiede Sofia.

Esatto. Il progetto era interessante: sfruttare l’acqua per produrre energia per tutti. Ma tutto ha un prezzo. E quel progetto aveva un prezzo molto alto da pagare”.

È costato molti soldi?” chiede Sofia.

“Sì, ma non è questo il punto. Tutta quell’acqua avrebbe coperto completamente il paesino. Insomma, il paese doveva essere distrutto”.

“All’epoca tutti in quel paesino parlavano principalmente tedesco. Anche quella bambina.

In un giorno come un altro, un commissario arrivò in centro al paese e attaccò un cartello che informava del progetto e della futura distruzione del paese. Il problema era che quel cartello era scritto in italiano e nessuno se ne accorse.

E così nessuno protestò, non ci furono obiezioni. Nessuno ebbe il tempo di difendere il proprio paese, la propria casa.

Quando cominciarono a far uscire le persone dalle loro case, tutti erano sorpresi, anzi scioccati in paese.”

Un giorno, dei signori con un uniforme arrivarono a casa della bambina.

“Dovete liberare la casa entro una settimana” disse uno di loro.

“Una settimana? Ma come?” disse il papà della bambina.

“Dobbiamo lasciare il paese dove abitiamo da sempre, così dal nulla?” aggiunse la mamma della bambina.

La bambina cominciò a urlare e piangere “non voglio andare via, non voglio andare via”

“Avrete un rimborso: arriverà nei prossimi anni” continuò con freddezza uno di quei signori.

“E cosa ce ne facciamo di un rimborso?! Dove andiamo?” chiese il papà.

Purtroppo però non c’era nulla da fare. Avevano una settimana per fare le valigie e trovare una nuova casa, continuare la loro vita da un’altra parte.

Ma è terribile! Che triste papi..” dice Sofia.

Eh lo so tesoro...

Arrivò il giorno dell’esplosione: tutte le case, gli edifici del paese furono fatti esplodere. Ogni casa, una alla volta, boom. Esplosa. Tutto, tutto tranne una cosa. Indovina quale?”

“Il campanile..?” dice con un po’ di tristezza Sofia.

“Esatto. Il campanile che è qui di fronte a noi. E sai che le persone dicono che di notte, quando c’è il silenzio più assoluto, puoi ancora sentire le campane suonare..”

“Inquietante. Ma la bambina, che fine ha fatto?”

“Quella bambina ricorda perfettamente il giorno dell’esplosione. Ricorda quel rumore che ha cancellato la sua casa per sempre ma ha deciso di andare avanti. Ha continuato la sua vita felice e spensierata da bambina in un paese poco distante dalla sua vecchia casa. Puoi chiederle di raccontarti come continua la storia più tardi.”

“E come?”

“Quella bambina è tua nonna Sofia”.

FINE

Vi è piaciuto l’episodio di oggi?

Qual è la morale della storia di oggi secondo voi? Sicuramente che tutto ha un prezzo nella vita. Soprattutto il progresso. Spesso è un prezzo molto alto da pagare e a pagarlo sono le persone che non possono permetterselo. Cosa ne pensate?

Ci sono storie simili nel vostro paese? Immagino di sì.

Bene, per oggi è tutto. Se volete che tratti uno specifico argomento o racconti una vostra storia, scrivetemi a  italiando.learnitalian@gmail.com. Vi aspetto! Vi auguro un incredibile giornata, ci sentiamo al prossimo episodio di Italiando Storie ogni giovedì. Ciao! 

Dimenticavo! Se ami questo podcast, non dimenticare di tenerlo in vita, di sostenere questo progetto attraverso Spotify, Youtube o il mio Patreon. Grazie! Ciao!

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