# 61 - Quo vado - Upper Intermediate

Benvenuto su Italiando Storie, il podcast di storytelling in lingua italiana per arricchire il tuo italiano e la tua mente.   

Sono Silvia e sono qui per raccontarvi delle storie attraverso le quali far crescere il vostro italiano. Qui si parla di tutto: di racconti, di storie personali, di cultura, di attualità e molto altro. Trovate la trascrizione di questo episodio e degli esercizi per mettere alla prova il vostro italiano al sito www.italiandolearnitalianwithsilvia.com. 

Oggi vi racconto la storia di un film italiano. Questo film del 2016 si intitola ‘Quo vado’. È una commedia che racconta alcuni aspetti della società italiana in modo comico, in modo divertente.

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Una scena del film

É un film sul cambiamento e su come le persone reagiscono al cambiamento ma soprattutto è un film che parla della mentalità italiana e del famoso ‘posto fisso’. Sapete cos’è il ‘posto fisso’?

Per capire cosa significa ‘posto fisso’ bisogna cercare di capire il mondo del lavoro in Italia. Ogni paese del mondo ha una cultura del lavoro ben precisa. Ogni società vive il modo di lavorare in modo diverso. Ad esempio il mondo del lavoro negli Stati Uniti è molto diverso da quello in Italia.

L’aggettivo ‘fisso’ significa stabile, permanente, costante. Qualcosa di fisso non si muove. Con il termine ‘posto fisso’ indichiamo infatti un lavoro che consideriamo sicuro, che niente e nessuno potrà toglierci e che ci offre una certa stabilità economica.

Perché viene considerato sicuro? Un lavoro potrebbe essere considerato sicuro perché legato a un contratto a tempo indeterminato con un’azienda (quindi senza una scadenza, ma che dura idealmente ‘per sempre’, ’per tutta la vita’). Solitamente, i posti di lavoro all’interno del sistema pubblico, all’interno dello Stato (come ad esempio lavorare in Comune), sono considerati sicuri, e quindi un ‘posto fisso’.

Questo è un tema molto ampio, se volete, possiamo approfondirlo sulla mia pagina Patreon, nel frattempo, vi consiglio di guardare il film per capirci un po’ di più.

Prima di raccontarvi la storia di oggi però, vediamo assieme alcune delle parole chiave dell’episodio di oggi. Se volete ascoltare direttamente la storia andate avanti di qualche minuto. 

La prima parola è BAMBOCCIONE (sostantivo, s.m.). Questa parola deriva dalla parola bamboccio, bambino. Un bamboccione però non è un bambino, o almeno non per quanto riguarda l’età. Se hai trent’anni e vivi con i tuoi genitori, molto probabilmente sei un bamboccione. Se sei un adulto e non hai alcuna responsabilità o indipendenza economica o emotiva, probabilmente sei un bamboccione. Se sei un adulto e tua mamma ti prepara da mangiare e stira i tuoi vestiti, probabilmente sei un bamboccione. Il termine "bamboccione" è un'espressione colloquiale con una connotazione negativa, indica la mancanza di maturità o responsabilità. Insomma, un bamboccione è un bambino grande.

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La seconda parola è LICENZIARE - LICENZIARSI (verbo). Il tuo capo a lavoro decide che non ha più bisogno di te? Può, con un giusto motivo, licenziarti, ovvero mettere fine alla vostra collaborazione. Licenziare significa infatti far lasciare un lavoro a qualcuno. Se invece sei tu stanco del tuo capo e del tuo lavoro, potresti decidere di licenziarti e comunicare quindi al tuo capo, al tuo datore di lavoro, il desiderio di non lavorare più per lui e andartene. Nel primo caso il verbo è transitivo (licenziare qualcuno) nel secondo è riflessivo (licenziarsi). Io mi sono licenziata diverse volte nella mia vita per cominciare nuovi progetti lavorativi. Tu hai mai licenziato qualcuno? O ti sei mai licenziato? O sei mai stato licenziato da qualcuno?

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La terza parola è TRASFERIRE -TRASFERIRSI (verbo). Cominciamo con il verbo riflessivo, trasferirsi. Nel corso degli ultimi dieci anni, ho cambiato casa tre volte, mi sono trasferita in una nuova casa, spostando tutte le mie cose, per ben tre volte. Ora spero di non trasferirmi per un po’. Trasferirsi significa cambiare volontariamente luogo di residenza o di lavoro. Diverso è il caso quando qualcuno ti trasferisce. Trasferire significa spostare qualcosa o qualcuno da un luogo a un altro, generalmente in modo non volontario e deciso da qualcun altro (o da un'autorità). Il tuo datore di lavoro ad esempio può decidere di trasferirti in un’altra sede della tua azienda se ne ha il bisogno.

La quarta e ultima parola è AMBIENTARSI (verbo). Quando sono andata in Australia a vivere c’è voluto un po’ di tempo per ambientarmi, per abituarmi a una cultura diversa dalla mia, a un clima diverso, a persone nuove. Il verbo ambientarsi deriva dalla parola ‘ambiente’, ovvero tutto ciò che ci circonda. Significa adattarsi a un nuovo ambiente, a un nuovo lavoro, a una nuova situazione, insomma a un cambiamento. Miei cari ascoltatori che hanno vissuto in Italia o vivono in Italia, è stato difficile per voi ambientarvi qui in Italia?

Bene, queste erano le parole chiave.
Ora, mettetevi comodi e preparatevi ad ascoltare la storia di oggi. 
 

  

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Checco è un ragazzo che ha realizzato tutti i sogni della sua vita. 

Ha 38 anni, vive in Puglia, nel sud Italia ed è una persona senza preoccupazioni. Nella sua vita non ci sono problemi, tutto sembra funzionare perfettamente come una macchina ben oliata.

Vive con i genitori che pagano tutto per lui. Checco infatti non deve preoccuparsi di pagare né l’affitto né le bollette di luce e gas della casa.

La mamma è molto affettuosa e premurosa con lui: ogni giorno gli prepara i vestiti, il cibo, il caffè. Checco non deve alzare un dito, non deve fare assolutamente niente.   Insomma, Checco è un perfetto bamboccione.

Checco ha anche un lavoro fantastico: ha il famoso posto fisso

Il suo lavoro non è particolarmente difficile o faticoso, deve solo timbrare le licenze di cacciatori e pescatori. Un timbro e via, fatto!  

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Tutti in paese invidiano il suo stile di vita.  

Un giorno però tutto cambia. Il governo italiano approva una riforma della pubblica amministrazione. Il risultato? Molti dipendenti pubblici devono essere licenziati, molte persone quindi perderanno il loro posto di lavoro. Molti, forse anche Checco?

A gestire questa riforma c’è la dottoressa Sironi. La sua strategia è semplice, ovvero mettere i dipendenti pubblici davanti a una scelta: lasciare il posto fisso volontariamente (accettando un assegno in cambio) o mantenere il lavoro ma essere trasferiti lontano da casa.  

Per Checco il posto fisso è sacro, non può assolutamente perderlo, e così accetta, a malincuore, di trasferirsi per salvare il suo lavoro sicuro.  

E così Checco finisce in posti lontanissimi da casa, dalla sua accogliente città e la sua  famiglia premurosa. 

La dottoressa Sironi continua a trasferire Checco ma lui inaspettatamente, si ambienta dappertutto: si adatta a vivere in qualsiasi luogo.  

Ma la dott.ssa non si arrende e continua ad offrire a Checco nuovi benefit per convincerlo a licenziarsi.  Alza sempre di più l’asticella.

Ma Checco non molla, il suo lavoro è la cosa più importante che ha e deve salvarlo a qualsiasi costo.  

Alla fine, la dott.ssa Sironi, ormai acerrima nemica di Checco, esausta, lo trasferisce in Norvegia, nell’arcipelago delle Svalbard, in una base scientifica italiana.  

Quel nuovo trasferimento lo mette a dura prova. Per lui è davvero difficile vivere lì e sta quasi per mollare ed accettare di licenziarsi quando conosce Valeria, una ricercatrice.  

Checco e Valeria si innamorano e iniziano a convivere a casa di Valeria a Bergen insieme ai tre figli che la donna ha avuto da tre padri diversi e di tre nazionalità diverse. Insomma, uno stile di vita un po’ diverso da quello a cui era abituato Checco in Puglia.

Checco riesce, nonostante la sua mentalità, ad ambientarsi. Impara perfino il norvegese!

Con il passare del tempo però comincia a provare nostalgia. Comincia a vedere l’Italia ovunque, in qualsiasi piccolo dettaglio della sua vita quotidiana. Mette la macchina in doppia fila.  Si arrabbia con un ristoratore del posto che non sa come cucinare la pasta. Vede nell’aurora boreale i colori della bandiera italiana. Insomma, gli manca terribilmente l’Italia.

Proprio durante questa crisi, arriva l’ultima proposta della Sironi.  

Checco non sa se lasciare il posto fisso ma tornare finalmente a casa dalla sua famiglia o lasciare Valeria, la donna che ama. Ci pensa e ripensa e alla fine trova una soluzione, un escamotage per non perdere né il suo lavoro né la donna che ama: decide di mettersi in aspettativa.  L'aspettativa lavorativa in Italia è un periodo di tempo durante il quale un dipendente può assentarsi dal lavoro, ma senza perdere il posto. Viene concessa ovviamente solo per motivi specifici.

Checco quindi decide di ritornare in Italia, portando Valeria e i suoi figli con lui.  Fondano una clinica veterinaria ma dopo un po’ di tempo arrivano i problemi: continuare un progetto così in Italia diventa molto complicato. Valeria non tollera molti aspetti sociali e culturali italiani e decide di andarsene.

Checco adesso è in Italia ma senza il suo amore.

Con un tempismo perfetto arriva la dottoressa Sironi che decide di fare un ultimo tentativo: mentre Checco cena da solo, lo raggiunge, lo fa ubriacare e cerca di fargli firmare inconsapevolmente il documento delle dimissioni ma Checco non cade nell’inganno.

Alla fine la dottoressa Sironi  viene trasferita a Bolzano, mentre Checco torna a lavorare nell'ufficio caccia e pesca della sua provincia in Puglia

Poco dopo, però, riceve una chiamata da Valeria. Valeria è in Africa ma soprattutto è incinta!

“Sei tu il padre” gli dice.

Questa novità nella sua vita, porta Checco a licenziarsi e a rinunciare al suo tanto amato e protetto posto fisso. Si trasferisce in Africa con Valeria e inizia un nuovo capitolo della sua vita, un capitolo felice, anche se senza posto fisso.

FINE

Vi è piaciuto l’episodio di oggi?

Scusate per lo spoiler sul finale, ho cercato di non darvi troppi dettagli così potete comunque godervi il film se non lo avete visto. Vi consiglio di guardarlo, anche solo per ridere un po’. Come dicevo all’inizio, questo film racconta molto della società italiana.

Ci sono molti vocaboli legati al mondo del lavoro in questo episodio, trovate tutto riassunto nel pdf. Sono curiosa di capire com’è il mondo del lavoro nel vostro paese? Che tipo di mentalità c’è? é molto diversa da quella italiana?

Bene, per oggi è tutto. Se volete che tratti uno specifico argomento o racconti una vostra storia, scrivetemi a italiando.learnitalian@gmail.com. Vi aspetto! Vi auguro una splendida giornata, ci sentiamo al prossimo episodio di Italiando Storie. Ciao! 

Dimenticavo! Se ti piace questo podcast, non dimenticare di sostenerlo attraverso Spotify, Youtube o il mio Patreon. Grazie!

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