# 95 due gentiluomini del ringraziamento
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Sono Silvia e sono qui per raccontarti delle storie in italiano lento per imparare con piacere.
Qui si parla di tutto: di racconti, di storie personali, di cultura e molto altro.
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Qui trovi la trascrizione di ogni episodio arricchita con tante immagini per facilitare la comprensione, la spiegazione del vocabolario, consigli e curiosità extra e soprattutto tanti esercizi per usare attivamente il vocabolario e la grammatica dell’episodio.
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Ciao! Come stai?
Sai che giorno è oggi?
Oggi è il 27 novembre 2025.
Ti dice qualcosa? Forse no… ma se ti dico che oggi è l’ultimo giovedì di novembre?
Per la maggior parte degli italiani questo non significa assolutamente niente.
Ma se sei americano, e so che molti di voi ascoltatori di questo podcast lo siete, hai già capito di cosa sto parlando: oggi è il Giorno del Ringraziamento!
Quindi, Happy Thanksgiving a tutti gli ascoltatori americani che oggi festeggiano… e che probabilmente oggi non mi stanno ascoltando perché sono troppo occupati a cucinare tacchini enormi o a parlare con parenti vari.
Per l’occasione ho deciso di raccontare una storia legata proprio a questa festa.
È una storia che fa sorridere ma anche riflettere.
Sì, lo so: il Ringraziamento non è una festa italiana.
Ma se segui questo podcast da un po’, sai che qui io non parlo solo di cultura italiana. Parlo della vita vera. E nella vita vera… parliamo di tutto!
Molti miei studenti americani, per esempio, si trovano in difficoltà quando devono raccontare le loro tradizioni in italiano: cosa fanno, cosa mangiano, cosa succede durante il Ringraziamento.
Gli mancano parole e la pratica. E allora questo episodio fa proprio al caso loro… ma anche al caso tuo, anche se non sei americano o americana.
Nelle risorse su Patreon infatti trovi un approfondimento su come usare la parola ‘GRAZIE’ e su come ringraziare davvero in italiano.
Sembra facile, vero? Ti sfido a provarci con gli esercizi.
Molti studenti americani conoscono già benissimo la storia di oggi.
Quindi, ha senso ascoltarla Silvia?
Ma certo che ha senso ascoltarla!
Ascoltare in una lingua straniera una storia che conosci bene nella tua lingua madre è un enorme vantaggio: ti rilassi, prevedi cosa succederà, e riesci a indovinare, a cogliere il significato delle parole con più facilità.
È lo stesso motivo per cui riguardare (guardare un’altra film) un film che conoscete nella vostra lingua madre è più semplice, piacevole e molto più utile che guardare un film completamente nuovo. L’episodio di oggi è pensato per studenti di livello avanzato… ma aspetta!
Se sei di un altro livello, resta qui con me. Lo puoi ascoltare in modo passivo, come sottofondo, mentre fai altro: ti abituerai al ritmo della lingua, al ritmo dell’italiano e fore, forse, riuscirai a seguire comunque il senso della storia.
Ecco come sarà strutturato l’episodio di oggi:
☐ Innanzitutto, leggerò il racconto, tutto di fila, senza interruzioni (ci vorranno circa quindici minuti). Disclaimer: ho leggermente modificato il racconto originale.
☐ Poi, farò un riassunto, un riassunto breve di quello che succede nel racconto, in modo da essere sicura che tu abbia capito cosa succede nella storia.
☐E infine ci sarà un approfondimento lessicale su alcune parole ed espressioni usate nel testo. Quest’ultima parte sarà la più spontanea ed improvvisata.
Piccola precisazione prima di iniziare: questo è un racconto pubblicato nel 1907, più di un secolo fa quindi puoi immaginare che lo stile di scrittura e alcuni riferimenti a oggetti di vita quotidiana o storici appartengono a quel periodo.
Ma adesso, mettiti comodo e preparati ad ascoltare la storia di oggi.
due gentiluomini del ringraziamento
C’è un giorno che è tutto nostro.
C’è un giorno in cui tutti noi americani che non ci siamo fatti da soli torniamo a casa per mangiare biscotti al bicarbonato e meravigliarci di quanto la vecchia pompa dell’acqua sembri molto più vicina al portico rispetto a un tempo.
Benedetto quel giorno.
Il presidente Roosevelt ce lo regala.
Sentiamo qualche discorso sui Padri Pellegrini, ma non ricordiamo bene chi fossero. Scommetto che potremmo batterli comunque, se provassero a sbarcare di nuovo.
(...)
L’ultimo giovedì di novembre è l’unico giorno dell’anno (...)che è puramente americano.
Sì, un giorno di festa esclusivamente americano.
Ed eccoci alla storia che vi proverà che anche da questa parte dell’oceano abbiamo tradizioni che invecchiano a un ritmo molto più rapido di quelle dell’Inghilterra, grazie alla nostra intraprendenza e al nostro dinamismo.
Stuffy Pete prese posto sulla terza panchina a destra entrando in Union Square da est, di fronte alla fontana.
Ogni Giorno del Ringraziamento da nove anni si sedeva lì puntuale all’una.
E ogni volta gli erano capitate cose alla Charles Dickens, cose che gli facevano gonfiare il panciotto sopra il cuore, e anche più sotto.
Ma quel giorno la presenza di Stuffy Pete nel luogo dell’appuntamento annuale sembrava il risultato dell’abitudine più che della fame annuale che i filantropi credono colpisca i poveri a intervalli così estesi.
Di certo Pete non aveva fame.
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